Anthropic chiede una pausa, e si quota in Borsa
Le tre principali notizie AI della settimana
Quando SpaceX si quoterà in Borsa, potrebbe debuttare come una delle dieci aziende di maggior valore al mondo. Nella stessa fascia si stanno preparando a entrare anche OpenAI e Anthropic, ciascuna con valutazioni vicine o superiori al trilione di dollari. Significa una cosa semplice: il destino finanziario dei mercati si sta legando sempre di più all’intelligenza artificiale. Potrà essere una bolla, oppure diventare too big to fail. Dipende da quanto valore reale l’AI riuscirà a produrre, e da quanto a lungo gli investitori accetteranno di crederci prima di vederlo.
Intanto la corsa si sta facendo politica. Meta sembra inseguire da lontano, Microsoft costruisce l’infrastruttura su cui far girare gli agenti, negli Stati Uniti il governo valuta perfino l’ipotesi di prendere quote azionarie nelle aziende AI, mentre in Europa si prova a rispondere con regolazione, sovranità tecnologica e piani industriali.
Procediamo per ordine.
1. Anthropic è stata valutata 965 miliardi di dollari e ha superato OpenAI
Cosa è successo.Anthropic ha chiuso un round Series H da 65 miliardi di dollari portando la valutazione post-money a 965 miliardi. È la prima volta che Anthropic supera OpenAI, valorizzata a 852 miliardi a marzo. Quattro giorni dopo, la società ha depositato in forma riservata un documento S-1 presso la SEC per una potenziale IPO. Il run-rate di ricavi ha superato i 47 miliardi di dollari, in crescita dai 10 miliardi di ricavi annui 2025.
Perché conta
Anthropic era la “safety company” che aveva pagato un prezzo politico per i suoi principi. Ora è la più grande AI company privata al mondo, e arriverà in Borsa probabilmente prima di OpenAI. Cosa significhi essere una “safety company” quotata, con la pressione trimestrale degli azionisti pubblici, è la domanda interessante. Per ora abbiamo solo la valutazione.
2. Microsoft ha presentato il computer per agenti locali. Il primo modello proprietario di Meta non convince nemmeno i suoi dipendenti.
Cosa è successo. Satya Nadella ha presentato il Surface RTX Spark Dev Box: un dispositivo per sviluppatori pensato per far girare agenti e modelli AI in locale, con fino a 1 petaflop di potenza di calcolo e 128 GB di memoria unificata, abbastanza — secondo Microsoft — per eseguire modelli fino a circa 120 miliardi di parametri senza passare dal cloud. In parallelo, GitHub Copilot continua a spostarsi verso un’esperienza multi-modello, integrando modelli di OpenAI, Anthropic e Google dentro gli ambienti di sviluppo.
Nella stessa settimana, il Financial Times ha ricostruito il nuovo corso AI di Meta attorno al TBD Lab guidato da Alexandr Wang. Il primo modello del laboratorio, Muse Spark, non sembra però aver convinto del tutto: secondo il FT, alcuni dipendenti Meta che lo hanno testato su task di coding continuavano a preferire Claude. Intanto Reuters ha raccontato che Meta ha dovuto ridimensionare un programma interno di raccolta dati su click, movimenti del mouse e digitazione dei dipendenti, dopo le proteste interne. Meta sta ancora cercando di dimostrare che il proprio modello sia abbastanza buono da essere scelto anche da chi lavora dentro Meta.
Perché conta. Microsoft non punta solo al modello, ma al dispositivo/ambiente in cui gireranno gli agenti. Meta invece mostra che avere soldi, talenti e dati non basta automaticamente a recuperare lo svantaggio.
3. L’Europa ha presentato il Tech Sovereignty Package
Cosa è successo. Trump ha firmato un ordine esecutivo che istituisce un canale volontario di pre-revisione governativa di 30 giorni per i modelli di frontiera. L’ordine esecutivo di Trump non introduce un sistema obbligatorio di licenze per i modelli AI, né prevede sanzioni: resta un meccanismo volontario. Due giorni dopo, però, i deputati Jay Obernolte, repubblicano, e Lori Trahan, democratica, hanno presentato una bozza bipartisan di legge, il Great American AI Act. La proposta punta a creare una cornice federale unica: per tre anni limiterebbe l’applicazione delle leggi statali sull’AI e imporrebbe ai grandi sviluppatori di modelli di frontiera nuovi obblighi di trasparenza e rendicontazione sulla sicurezza.
In parallelo, Bernie Sanders ha annunciato una proposta diversa e più radicale: creare un fondo sovrano pubblico finanziato da una tassa una tantum pari al 50% delle azioni delle maggiori aziende AI, pagata in stock. Il giorno dopo, la Commissione Europea ha presentato il Tech Sovereignty Package: Chips Act 2.0, Cloud and AI Development Act e una strategia open source. Nel presentarlo, Bruxelles ha richiamato il rapporto Draghi: l’Europa dipende da fornitori esteri per oltre l’80% dei prodotti, servizi, infrastrutture e proprietà intellettuale digitali.
Perché conta. Il modello americano sta prendendo una forma specifica: niente regolamentazione vincolante a livello federale, ma strumenti negoziati direttamente con le aziende (revisione volontaria dei modelli, possibili equity stake volontari). È un approccio che richiede un rapporto fiduciario forte con l’industria. Il modello europeo è opposto: regole prima, laboratori dopo.
Asilomar, ma con una IPO
L’Anthropic Institute ha pubblicato un documento di una cinquantina di pagine firmato da Jack Clark e Marina Favaro, When AI builds itself. È un testo diviso in due parti, e proprio per questo interessante. Da una parte ci sono le metriche operative interne: a maggio 2026, secondo Anthropic, oltre l’80% delle righe di codice sono state integrate nella codebase di produzione. Anthropic stessa invita alla cautela: le righe di codice sono una misura imperfetta e rischiano di sovrastimare il vero guadagno di produttività (a tal proposito il FT dice che stiamo confondendo velocità con valore, l’AI può far produrre più codice, più app, più testi, più bozze, più report. Ma poi tutto deve essere controllato da qualcuno).
L’altra metà del documento è politica. Anthropic propone che i grandi laboratori AI accettino, dentro un meccanismo di verifica reciproca ancora da costruire, di rallentare o sospendere lo sviluppo dei modelli di frontiera. Il documento esce pochi giorni dopo la valutazione post-money di 965 miliardi, e la potenziale IPO. La storia ha già un nome per questo tipo di gesto: Asilomar. Ma il contesto, questa volta, è molto diverso.
La cronologia vale la pena ricordarla bene. Nell’estate del 1974, un gruppo di biologi molecolari guidati da Paul Berg pubblicò su Science una lettera che chiedeva una moratoria volontaria su alcuni esperimenti di DNA ricombinante, in attesa di valutarne meglio i rischi biologici. La moratoria durò alcuni mesi. Dal 24 al 27 febbraio 1975, circa 140 ricercatori si riunirono ad Asilomar, sulla baia di Monterey, in California, per discutere come far ripartire la ricerca dentro linee guida di sicurezza condivise. Alla fine, gli esperimenti ripresero, ma dentro un protocollo di salvaguardie che avrebbe segnato la storia della biotecnologia moderna.
Vent’anni prima, il 9 luglio 1955, Bertrand Russell e Albert Einstein avevano firmato il manifesto che porta i loro nomi, chiedendo agli scienziati di riunirsi per discutere i rischi delle armi di distruzione di massa. Da quel testo nacquero, nel 1957, le conferenze Pugwash. In entrambi i casi, il movimento partiva da scienziati che chiedevano di rallentare un campo in cui lavoravano. Non da aziende in corsa verso la Borsa.
Anthropic riprende chiaramente quella grammatica da rischio sistemico e responsabilità prima che sia troppo tardi. Però questa volta è diverso. Chi firmò Asilomar non aveva appena raccolto decine di miliardi di dollari e non stava preparando una quotazione. Aveva una preoccupazione scientifica. Anthropic invece è insieme due cose: la società che si presenta come il laboratorio più attento alla sicurezza e una delle aziende private più valutate al mondo.
La proposta può essere letta in due modi. Può essere presa sul serio: un’azienda che conosce dall’interno la velocità del settore chiede di costruire un freno prima che il sistema diventi ingestibile. Oppure può essere letta come una mossa strategica per rafforzare il brand. O forse sono vere entrambe le cose.
Asilomar fu un gesto di legittimazione scientifica: gli scienziati dissero alla società che erano in grado di riconoscere un rischio e di limitarlo prima che fosse imposto dall’esterno. Anthropic sta provando a fare qualcosa di simile, ma dentro un’industria che ha incentivi completamente diversi: capitali enormi e concorrenza geopolitica. Non è quindi unicamente prudenza, c’è sicuramente una strategia. E finora ha pagato.
Oltre l’80%
La quota di righe di codice merged in produzione sulla codebase di Anthropic attribuite a Claude a maggio 2026, secondo i dati pubblicati dall’Anthropic Institute. Prima del lancio di Claude Code in research preview, era poco oltre l’1%.
Cose da recuperare
📖 Leggi — When AI builds itself — Anthropic Institute. Due cose in un solo testo: dati interni sulla produttività di Anthropic con Claude (oltre l’80% delle righe di codice merged in produzione attribuite al modello, con la precisazione metodologica che le righe di codice sono “una misura imperfetta”) e una proposta per un meccanismo coordinato globale di pausa dello sviluppo AI. I media stanno raccontando solo la seconda parte. Vale leggerlo intero.
📖 Leggi — No, Artificial Intelligence Is Not Conscious — Ted Chiang, The Atlantic. Lo scrittore di Stories of Your Life smonta pezzo per pezzo la “constitution” di Claude di Anthropic. La sua tesi: usare prima persona per un LLM è disonesto, e attribuire moral reasoning a un sentence-continuation machine sposta la responsabilità etica dove non dovrebbe stare. È il contraltare filosofico rigoroso al posizionamento safety-first di Anthropic che troviamo nella Tesi di questa settimana.
📖 Leggi — Goldman Sachs expects SpaceX’s AI revenue to increase 100-fold by 2030 — Financial Times. Per giustificare l’IPO da 1.78 trilioni, Goldman prevede che xAI passi da 3.2 miliardi a 322 miliardi di ricavi in cinque anni. Goldman è anche il lead bank dell’IPO. Nel frattempo Grok ha così poca traction che Musk ha affittato il data center Colossus 1 di Memphis ad Anthropic. Nel 2022 Goldman aveva previsto un modello esponenziale simile per il Metaverso, inutile dire com’è andata a finire.
📖 Leggi — Argentina invites AI to free itself — FT. L’op-ed di Milei sulle “non-human corporations” argentine: limited liability per agenti AI, tasse basse, zero regolamentazione. Provocatorio, ma la logica è coerente con quello che già succede in Delaware o nei Caraibi.
📖 Leggi — Inside Alexandr Wang’s bid to revive Meta’s AI edge — FT. Cosa sta succedendo davvero dentro TBD Lab, con quote di ex dipendenti e dettagli sui problemi di Muse Spark.
📖 Leggi — Senior U.S. Officials Eye Government Shares in AI Giants — NOTUS. Lo scoop originale sulle discussioni Trump-OpenAI per le equity stake federali. Anthropic, per ora, non è in lista.
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